Il Trust in ambito familiare

Trust L’effetto proprio del trust validamente costituito è quello di non dar vita ad un nuovo soggetto, ma unicamente di istituire un patrimonio destinato e che serve a tutelare la famiglia – al fine prestabilito cosicché il trust non è soggetto giuridico dotato di una propria personalità. Tribunale Milano, sez. I, 17/01/2015, n. 818.
Poiché l’atto di trasferimento di un bene immobile dal disponente al “trustee” attribuisce a quest’ultimo un diritto corrispondente ad una nuova forma di proprietà, la pubblicità tavolare di tale atto si attua mediante una sola formalità, data dall’intavolazione dell’acquisto della proprietà del “trustee”, la quale dovrà direttamente segnalare la qualità di trustee dell’acquirente, cioè l’esistenza del vincolo di destinazione discendente dal “trust”.Tribunale Trieste, 23/09/2005.

Il Trust può essere ad esempio utile, specificatamente all’ambito familiare:

  • come strumento alternativo alla costituzione di un fondo patrimoniale (ad esempio soggetti divorziati o non sposati) [Trib. Milano, 7 giugno 2006; Trib. Padova, 2 settembre 2008];
  • per pianificare la vicenda successoria in maniera più flessibile che non con gli strumenti canonici previsti dal nostro attuale ordinamento [Trib. Lucca, 23 settembre 1997]. Sono ammissibili, ma possono essere soggette a riduzione, le disposizioni testamentarie redatte all’estero che istituiscono un “trust” di ultima volontà in violazione delle norme sulla successione necessaria. La disposizione con cui il testatore dichiara di “lasciare in eredità” al fiduciario, in proprietà assoluta, ogni suo avere, ma a beneficio della figlia, va interpretata non come una sostituzione fedecommissaria, ma come disposizione istitutiva di “trust”; la lesione delle aspettative del legittimario non determina la nullità del “trust”, ma la possibilità di applicare le disposizioni di diritto interno strumentali alla reintegrazione della quota riservata ai legittimari. App. Firenze, 9 agosto 2001];
  • per provvedere al mantenimento di minori d’età o di soggetti disabili [per la prima fattispecie, Trib. Perugia, 26 giugno 2001; Trib. Perugia, 16 aprile 2002; Trib. Bologna, 3 dicembre 2003. Con riferimento alla seconda fattispecie, Trib. Pisa, 22 dicembre 2001; Trib. Genova, 14 marzo 2006];
  • quale strumento di attuazione degli accordi assunti in sede di separazione legale e di divorzio – diminuzione dell’ingerenza del coniuge [Trib. Milano, 20 ottobre 2002; Trib. Bologna, 1 aprile 2009].