tavola rotonda trust

Il Trust quale strumento di tutela del patrimonio

Si è tenuta a Parma, il 5 maggio 2017 nella prestigiosa cornice del Labirinto della Masone, la tavola rotonda “IL TRUST QUALE STRUMENTO DI TUTELA DEL PATRIMONIO”, alla presenza di:

. Avv. Sara REVERBERI | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Il trust immobiliare e familiare.
Passaggio generazionale nelle aziende familiari: come costruire un ponte solido che traghetti l’azienda e le persone che l’animano attraverso il tempo.

. Avv. Maria LA NAVE | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Trust e azioni legali. Profili penalistici.

. Avv. Maria BONIFACIO | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Il trust “Dopo di Noi” per realizzare la piena inclusione sociale dei soggetti deboli.

Di seguito quanto è emerso, in prima istanza, dall’evento.


Il trust è uno strumento giuridico estremamente attraente e competitivo che consente – tra le altre cose – di affrontare in maniera avanzata e tutelante le diverse esigenze poste dall’attuale momento economico e sociale.

Il legislatore ha previsto diversi strumenti per venire incontro all’esigenza di creare specifici patrimoni destinati alle più svariate esigenze. Tuttavia, nessuno degli istituti previsti dal legislatore regge il confronto con il trust.

L’utilizzo del trust può infatti trovare applicazione in svariati campi del diritto:

  • può essere utilmente impiegato per affrontare le problematiche poste dalla famiglia di diritto così come da quella di fatto;
  • può trovare applicazioni volte alla tutela di soggetti più deboli all’interno della famiglia;
  • può essere utilizzato come strumento efficace e affidabile per trasmettere la ricchezza familiare nel passaggio generazionale;
  • può altresì trovare utili impieghi in campo imprenditoriale, in quanto può essere utilizzato per costituire garanzie patrimoniali oppure per segregare partecipazioni societarie.

Nel corso della tavola rotonda sul trust organizzata dallo Studio Quid Juris il 5 maggio u.s. presso il Labirinto della Masone, è emerso come l’istituto del Trust sia divenuto strumento di largo consumo, ampiamente utilizzato per la “destinazione” di patrimoni mobiliari o immobiliari a vantaggio di soggetti specifici, nel rispetto di un “programma” che il “Disponente” prestabilisce al momento della sua istituzione.

Riepilogando brevemente, si individuano due effetti del Trust, il primo immediato e il secondo mediato:

  • il “conferimento” di un incarico fiduciario al Trustee perché “gestisca” il patrimonio inserito in trust secondo le linee guida stabilite dal disponente;
  • la “segregazione patrimoniale”, vale a dire la separazione del patrimonio conferito in trust, detto “Fondo in Trust”, sia da quello del Disponente sia da quello del Trustee, sia infine da quello dei Beneficiari, effetto, quest’ultimo, fondamentale perché consente il pieno raggiungimento dello scopo del trust.

Abbiamo visto, infatti, che il Fondo in Trust non rientra nel patrimonio personale del Trustee, di conseguenza quest’ultimo non ne è “proprietario” inteso come titolare di un diritto di “proprietà” piena ed esclusiva, ma ne diviene “titolare destinato”, vale a dire titolare per il solo raggiungimento degli scopi richiesti dal Disponente, o per adempiere determinate obbligazioni, oppure perché, al termine di un dato periodo, lo trasferisca a taluni soggetti, appunto, i Beneficiari.

Tutte le caratteristiche sopra descritte, insieme alle altre che sono state sviscerate nel corso della tavola rotonda, rendono il Trust un’appetibile soluzione per la salvaguardia del patrimonio personale da rischi di varia natura.

Stante l’interesse suscitato dalla tavola rotonda, e anche su richiesta degli ospiti, lo studio terrà uno sportello appositamente dedicato – aperto su appuntamento – nei giorni 17 e 18 maggio 2017 presso la propria sede dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.