Evento del 24/10/17-Palazzo Soragna-Parma

L’avv. Sara Reverberi, appassionata conoscitrice del Trust, ha relazionato al convegno tenutosi presso l’Unione Parmense degli Industriali a Palazzo Soragna, esponendo le opportunità ed i fattori di rischio del trust nel passaggio generazionale d’impresa, facendo anche riferimento a casi pratici. Sulla tematica del passaggio generazionale nelle Imprese di famiglia, si sono confrontati a tale consesso, vari esperti. E’ emersa sotto più profili la flessibilità del trust ovvero la potenzialità di tale strumento, – di buon diritto -, ad adattarsi alle esigenze plurime dell’imprenditore.

Dentro la società del debito. Di Sara Reverberi

Con grande interesse abbiamo partecipato al laboratorio che si è tenuto a Bologna il 22/23/24 settembre scorso, a cura dell’Osservatorio sulle Crisi di Impresa (OCI), sul tema della formazione del debito, sia esso individuale, collettivo, delle famiglie e degli stati, degli enti locali e delle imprese, nonché sull’analisi ravvicinata della insolvenza in rapporto al tempo ed alle relazioni economiche e politico/sociali.

Si sono confrontati i diversi saperi, secondo un format innovativo, in cui giurista ed esperto di altra disciplina hanno dialogato interattivamente rispondendo alle domande del giornalista.

Si è parlato di apporti di mercato, comportamenti di consumo, di spesa pubblica e di bilancio di genere quale strumento di programmazione d’intervento che attua un processo di analisi dei bisogni considerando la specificità delle persone, si da consentire di realizzare gli obiettivi prefissati. Si è anche discusso di concorrenza economica, della trasparenza nella formazione dei prezzi, e della alterazione di ogni vicenda di ricchezza ovvero del contesto in cui essa si criminalizza. Ludopatia, agropirateria, atti finanziari e acquisti compulsivi, comportamenti e codici mafiosi hanno un peso sostanziale nella determinazione dell’indebitamento sociale.

Si è detto che il gioco è il mediatore dei desideri. Il bisogno di giocare con il caso mette tutti sullo stesso piano poichè nell’alea c’è il bisogno di compensazione.

L’armonizzazione della dimensione economica/sociale comportamentale /ambientale è l’incipit dello sviluppo sostenibile che conduce ad una razionalizzazione dell’esposizione debitoria; armonizzazione che rientra negli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, costituendo un’ancora della politica dell’UE a livello sia interno che esterno.

L’impresa ha la responsabilità di far cambiare i comportamenti sociali.

Ogni ciclo produttivo ha un impatto anche ambientale che deve essere valutato ab origine. L’economia circolare è invasiva perché risponde ad un modello di impresa sapiente: progetta un prodotto per una lunga vita che deve essere utilizzato, recuperato con intenti di manutenzione e riutilizzato; ha dunque varie implicazioni dal punto di vista comportamentale.

L’imprenditore che investe e adotta quel modulo deve rivelarlo……perché tutto deve poi passare al consumatore. La palla passa a noi. Siamo disposti a far durare la vita di un prodotto? Questa è la sfida green.

L’acquisto green si scontra con normative e problematiche di concorrenza perché, per esempio, non è possibile indire una gara pubblica per l’acquisto di autobus inserendo delle specifiche richieste relative alle limitazioni di rumore e di inquinamento.

Il diritto deve compenetrarsi in ogni ambito e disciplina si da legare quanto più possibile il principio di legalità a quell’altro principio che è il buon senso.

Il diritto deve dialogare criticamente con altri mestieri e competenze, e ne va curato l’innesto integrativo o provocatorio delle altre competenze.

Per ricompattare il debito ad ogni livello e strato sociale è necessario e prioritario che i sistemi giuridici a presidio e regolazione dei conflitti sull’insolvenza, diventino oggetto di spiegazione e divulgazione scientifica più utili, oltre i rispettivi campi.

Le istituzioni sono chiamate a tenere comportamenti consequenziali perché così facendo si genera fiducia e positività fattuale.

Come ha ben detto il magistrato Piercamillo Davigo, Presidente di Sezione presso la Corte di Cassazione “…..bisogna avere paura di essere delinquenti e non di essere onesti “

                                                                                                                                                                                                                                                                  

 

privacy

Riflessioni sulla privacy nel primo ventennio. Di Maria Bonifacio

Il diritto alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale dell’individuo tutelato dal Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196), oltre che da vari altri atti normativi italiani e internazionali. In particolare, grazie ad esso, ogni individuo può pretendere che i propri dati personali siano trattati da terzi solo nel rispetto delle regole e dei principi stabiliti dalla legge.
E questo è un fatto.Continua a leggere l'articolo
trust consulenze parma

Il Trust: a domanda risposta. Sportello aperto martedì 4 luglio dalle 9.30 alle 19.00

Apre martedì 4 luglio 2017 presso lo Studio Quid Juris?
– esclusivamente su appuntamento –
il secondo sportello dedicato al tema del Trust.

 

Volendo già da ora sintetizzare in maniera efficace il focus dell’iniziativa, tenuto conto della peculiare platea di imprenditori e liberi professionisti che hanno partecipato all’evento organizzato dallo studio, va da sé il riferimento alla successione aziendale, che rappresenta una fase di forte discontinuità rispetto al passato e quindi richiede un adeguato processo di pianificazione.
Questo, mediante una serie di interventi attuati progressivamente nel tempo ed agenti in maniera sinergica sulle due realtà: famiglia ed impresa.
Di solito, nella realtà economica, le imprese di rilevanti dimensioni, che beneficiano della presenza di consulenti ed esperti, arrivano a tale momento adeguatamente preparate, perché meglio assistite ed edotte sui vari aspetti gestionali, giuridici, finanziari e fiscali coinvolti. La pianificazione dell’evento sviluppa, infatti, delle capacità di adattamento alla complessità, tali per cui il passaggio generazionale viene vissuto come un momento normale della crescita aziendale.
Al contrario, nelle imprese familiari di piccole e medie dimensioni la mancanza della progettazione di strategie atte a facilitare la transizione può provocare delle conseguenze destabilizzanti tali da determinare, come spesso accade, la cessazione dell’attività.
In entrambi i contesti il trust può rappresentare un valido strumento per garantire la perdurabilità dell’impresa oltre la vita del suo fondatore.
tavola rotonda trust

Il Trust quale strumento di tutela del patrimonio

Si è tenuta a Parma, il 5 maggio 2017 nella prestigiosa cornice del Labirinto della Masone, la tavola rotonda “IL TRUST QUALE STRUMENTO DI TUTELA DEL PATRIMONIO”, alla presenza di:

. Avv. Sara REVERBERI | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Il trust immobiliare e familiare.
Passaggio generazionale nelle aziende familiari: come costruire un ponte solido che traghetti l’azienda e le persone che l’animano attraverso il tempo.

. Avv. Maria LA NAVE | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Trust e azioni legali. Profili penalistici.

. Avv. Maria BONIFACIO | Founder Studio Associato Quid Juris? Avvocati&Partner
Il trust “Dopo di Noi” per realizzare la piena inclusione sociale dei soggetti deboli.

Di seguito quanto è emerso, in prima istanza, dall’evento.Continua a leggere l'articolo