mediazione scolastica

La mediazione scolastica: dal conflitto all’opportunità di cambiamento.

Premessa
Il termine conflitto deriva dal latino “confligere” cioè urtare, battere insieme ed è percepito, riportato anche dalle correnti storiche di pensiero, come evento negativo e che genera emozioni dello stesso tipo.
Il mediatore considera il conflitto come qualcosa di utile che deve essere gestito in modo appropriato affinchè possa offrire l’opportunità per ristabilire determinate condizioni di rapporto ed esplorare gli stimoli di crescita presenti in differenti direzioni.
La mediazione ha un’ampia gamma di campi di utilizzo che spazia dalla gestione dei conflitti tra i singoli individui fino ai dissidi tra stati.
La mediazione è infatti un dialogo su un conflitto con l’aiuto di una persona neutrale, indipendente e imparziale che indica e fa rispettare le regole, lascia parlare, ripete ciò che ha detto l’altro, parla pacatamente, ascolta attivamente, garantisce la riservatezza ed aiuta a trovare soluzioni con la tecnica della domanda.
La mediazione scolastica
La mediazione scolastica è un particolare intervento che si svolge all’interno di una comunità educativa nel quale un esperto facilita la comunicazione efficace tra insegnanti, genitori e ragazzi, e li aiuta a gestire positivamente divergenze e/o conflitti.
E’ un’educazione orientata al vivere civile in cui le persone adottano nuovi metodi e nuove strategie per riorganizzare le relazioni in modo costruttivo e non violento.
Obiettivi
  • supportare nelle conflittualità quotidiane il corpo docente;
  • promuovere scambi costruttivi in sostituzione alle situazioni di fuga e di aggressione che spesso minano l’ambiente scolastico;
  • apprendere una nuova strategia comunicativa e sviluppare le capacità di ascolto per meglio comprendere i bisogni che si celano dietro ad posizioni, pretese ed accuse;
    diminuire la dispersione scolastica;
  • prevenire le situazioni di aggressione e di bullismo;
  • offrire competenze comunicative e strategie mediative che migliorano le relazioni tra docenti, alunni e famiglie rappresentando un forte stimolo per l’acquisizione della capacità di autocontrollo e cambiamento di prospettiva;
  • migliorare la capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni e di gestire le emozioni negative;
  • aprire alla diversità dei punti di vista ed al dialogo mettendosi in discussione.
A tale scopo, occorre formare mediatori interni all’istituto e costruire setting di mediazione funzionanti come sportelli di ascolto ai quali possono accedere tutti.
Fasi del percorso di mediazione
  1. informazione
  2. sensibilizzazione
  3. formazione
  4. supervisione.