Marchio storico: un’ulteriore tutela per il “Made in Italy” 

Lo Studio Quid Juris? risponde alle domande dei lettori in materia di legislazione agroalimentare.

Marchio storico

GAZZETTA DI PARMA – INSERTO “ECONOMIA” – 15 Giugno 2020

Lo Studio Legale Associato Quid Juris? sulla recente introduzione del “Marchio storico di interesse nazionale” inserito nel Decreto Crescita nell’aprile del 2019 e poi attuato dal Decreto MiSE del 27 febbraio 2020.

A partire dal 16 aprile 2020 sarà possibile registrare il logo “Marchio storico” che potrà essere impiegato dalle aziende produttrici (agroalimentari e non) accanto al proprio marchio d’impresa per finalità commerciali e promozionali.

Il marchio storico sarà in grado di accrescere l’attrattività dei prodotti “Made in Italy”, garantendo alle imprese di conseguire un ulteriore vantaggio competitivo e di migliorare il posizionamento dei propri prodotti su mercati sia nazionali che esteri.

Il Marchio storico di interesse nazionale

Il “Marchio storico di interesse nazionale” è stato introdotto con il Decreto Crescita nell’aprile del 2019, poi attuato dal Decreto MiSE del 27 febbraio 2020, e fa riferimento a tutti quei marchi d’impresa registrati da almeno cinquant’anni o per i quali sia comunque possibile dimostrarne un uso continuativo per lo stesso periodo.

L’introduzione di questo specifico marchio si inserisce in una serie di iniziative governative volte alla tutela del “Made in Italy” e nasce dall’esigenza di incrementare le produzioni di beni agroalimentari commercializzati dalle aziende locali di piccole-medie dimensioni (spesso a conduzione familiare).

Nonostante le loro esigue dimensioni, infatti, sono proprio le PMI a vantare le migliori eccellenze produttive storicamente collegate alle tradizioni locali e al territorio nazionale.

vantaggi per le aziende

L’istituzione del marchio storico ha come obiettivo quello di supportare le aziende in crisi attraverso specifiche misure economiche. Il titolare del marchio storico, infatti, avrà accesso non solo ad una serie di agevolazioni economiche e fiscali ma anche ad alcuni specifici stanziamenti previsti dal “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” per i progetti di valorizzazione del proprio marchio e dal “Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale” per intervenire in caso di chiusura del sito produttivo, di cessazione dell’attività o di delocalizzazione dell’azienda al di fuori del territorio nazionale.

Con l’introduzione del D.L. Rilancio recante misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, le aziende titolari di un marchio storico avranno inoltre accesso al “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” il quale, forte di una dotazione di 100 milioni di euro per il solo anno 2020, mira al salvataggio e alla ristrutturazione delle imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale iscritte nell’apposito registro (Art 43 D.L. Rilancio).

L’iter di registrazione

Le domande di registrazione di un marchio storico possono essere presentate all’UIBM esclusivamente per via telematica a partire dal 16 aprile 2020 e dovranno contenere la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo utilizzo di un marchio da parte di un’azienda italiana per almeno 50 anni continuativi (sia esso registrato o non registrato).

In caso di accoglimento della domanda, sarà possibile per il titolare del marchio o per i suoi licenziatari impiegare il logo “Marchio storico” accanto al proprio marchio commerciale per finalità commerciali e promozionali che garantiranno al produttore un accrescimento della notorietà e del pregio dei prodotti da esso commercializzati.

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