UE-CINA: dal 2021 un nuovo meccanismo di tutela per molte IG italiane

Nel 2019, le esportazioni di prodotti agroalimentari dell’Unione Europea verso la Cina sono state pari a 14,49 miliardi di euro, mentre le importazioni sono state 5,33 miliardi, con un saldo positivo di 9,16 miliardi di euro ed un possibile incremento fino al +38% per l’anno 2020.

UE-Cina: 10 anni di negoziati

Fin dal 2010, la politica commerciale dell’Unione Europea si è concentrata sulla negoziazione di accordi di libero scambio con importanti Stati quali, tra i più noti a livello economico, Stati Uniti (Accordo TTIP),  Canada (Accordo CETA) e Giappone (Accordo APE).

Per quanto riguarda la Cina, già nel settembre 2010 la Commissione Europea aveva autorizzato l’avvio di negoziati in vista di un futuro accordo sugli investimenti con l’UE e, in parallelo, dopo una prima fase interlocutoria piuttosto lunga, aveva altresì approvato l’inizio delle trattative finalizzate alla stipula di un accordo bilaterale relativo ai prodotti alimentari ad indicazione geografica (IG).

Per anni, il dialogo economico e commerciale tra Unione Europea e Cina è proseguito pressoché incessantemente, finché, nel luglio 2020, durante l’ottavo dialogo economico e commerciale, l’UE è finalmente riuscita ad addivenire alla stipula di tale accordo avente per oggetto la tutela e la promozione di 200 prodotti agroalimentari DOP e IGP. Il Consiglio ha poi confermato l’intesa in materia di indicazioni geografiche il 20 luglio 2020, dandogli rilevanza storica in quanto primo importante patto bilaterale tra UE e la Repubblica Popolare Cinese.

La nuova tutela di 200 DOP e IGP

Il trattato bilaterale tra UE e Cina è composto da 14 articoli e 7 allegati e prevede un meccanismo di mutuo riconoscimento di due elenchi di prodotti ad indicazione geografica, ciascuna caratterizzata da cento prodotti (Allegato III per i prodotti europei, Allegato IV per quelli cinesi).

Tra le 100 IG europee, ben 26 sono prodotti DOP e IGP Made in Italy. Tra questi, trovano posto non solo i salumi, come i prosciutti di San Daniele, il Prosciutto Crudo di Parma e la bresaola della Valtellina, ma anche formaggi, sia freschi che stagionati, incluso il Gorgonzola, il Grana Padano e il Parmigiano-Reggiano e 14 vini, tra cui il Chianti, il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e il Franciacorta. Ad oggi, l’accordo prevede comunque l’eventualità che, entro quattro anni dall’entrata in vigore dell’accordo, altri 175 prodotti ad indicazioni geografica e per cui pendono già trattative possano venire aggiunti alle liste dei prodotti tutelati.

L’accordo UE-Cina ha come obiettivo quello di fornire protezione ai prodotti DOP e IGP indicati, tutelandone i diritti di proprietà intellettuale contro l’uso nella designazione o nella presentazione del prodotto di elementi che possano trarre in inganno il consumatore sulla vera origine del prodotto o comunque indurlo in errore. Non solo, l’intesa obbliga le parti contraenti a proteggere le indicazioni geografiche elencate contro la traduzione, trascrizione o traslitterazione, contro l’uso di espressioni di accompagnamento quali “tipo”, “stile”, “imitazione” o simili, e contro qualsiasi prodotto non originario che venga descritto come prodotto identico o simile ad un IG pur non essendo conforme al disciplinare della DOP o IGP (cfr. art. 4 dell’accordo).

Per quanto riguarda il rapporto tra prodotti tutelati nell’accordo e i marchi commerciali già precedentemente commercializzati in buona fede sul territorio di una delle due parti, le indicazioni geografiche, di cui la stragrande maggioranza europee, coesisteranno con i precedenti marchi commerciali (cfr. art. 6).

UE e Cina costituiranno in futuro un comitato misto composto da rappresentanti di entrambe le parti al fine di monitorare il rispetto delle regole e di potenziare la cooperazione e il dialogo in materia di indicazioni geografiche. Spetterà al comitato misto scambiare le informazioni utili in materia di prodotti IG, eventualmente valutando l’opportunità di richiedere alle parti contraenti una modifica dell’accordo o l’istituzione di nuovi meccanismi di tutela (cfr. art. 10).

Dal 2021 in vigore il nuovo accordo

Secondo quanto stabilito dalle parti, l’entrata in vigore dell’accordo bilaterale tra UE e Cina è prevista per l’inizio del 2021: esso costituirà un esempio concreto di cooperazione rispecchiando lo spirito di apertura e la volontà di aderire alle norme internazionali e di tutelare i diritti di proprietà intellettuale e la tradizione  culturale delle indicazioni geografiche. L’occasione che si propone alle aziende del settore agroalimentare è dunque quella di investire in una strategia economico-giuridica capace di fare fronte all’apertura dei nuovi mercati internazionali mediante la promozione e la commercializzazione delle eccellenze enogastronomiche italiane.

 

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