Misure anti-crisi a sostegno del settore vitivinicolo

Lo Studio Quid Juris? risponde alle domande dei lettori in materia di legislazione agroalimentare.

GAZZETTA DI PARMA – INSERTO “ECONOMIA” – 29 Giugno 2020

Lo Studio Legale Quid Juris? scrive in risposta ai lettori della Gazzetta di Parma in materia di misure anti-crisi previste dal DL Rilancio a tutela del settore vitivinicolo.

A seguito dell’epidemia di coronavirus, il mercato del comparto vitivinicolo ha accusato un duro colpo, soprattutto a causa del fermo delle attività turistico-recettive che oggi rappresentano circa il 70% del fatturato del settore. In tale contesto, le cantine hanno registrato un forte incremento delle giacenze di magazzino e gli operatori del settore mostrano grandi preoccupazioni in vista della nuova vendemmia 2020.

Le misure previste dal DL Rilancio per il settore vitivinicolo

Il Governo ha previsto alcune misure a sostegno del settore vitivinicolo proprio nel DL Rilancio (artt. 223 e seguenti), nel quale viene stanziato un fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2020 da destinare alle imprese viticole obbligate alla tenuta del Registro telematico e che si impegnano alla riduzione volontaria di uve destinate a produrre vini DOP/IGP. Tale compendio è concepibile attraverso lo sviluppo della c.d. pratica della vendemmia verde, una pratica agricola che salvaguarda la qualità dell’uva attraverso interventi mirati di potatura e riduzione del carico della pianta (in sostanza, un diradamento dei grappoli d’uva a favore della loro qualità). La vendemmia verde deve comunque prevedere una riduzione della produzione che non sia superiore al 15% rispetto ai valori medi dichiarati negli ultimi 5 anni, escludendo le vendemmie con resa massima e minima. Oltre a questa misura, il DL Rilancio ha anche previsto una riduzione delle rese massime da 50 a 30 tonnellate/ettaro delle unità vitate diverse da quelle destinate a vini Dop e Igp e iscritte nello schedario vitivinicolo (a partire dal 1° gennaio 2021).

La distillazione di crisi

Oltre ai 100 milioni di euro stanziati per la riduzione volontaria delle rese di Dop/Igp, il Governo ha anche introdotto, non senza alcune perplessità espresse da parte delle associazioni di categoria, la misura della “distillazione di crisi” così come imposto dal Regolamento delegato (UE) n. 592 del 30 aprile 2020. A seguito della contrattazione Stato-Regioni, infatti, il MiPAAF ha approvato una misura volta ad impegnare 50 milioni di euro a favore dei produttori di vino “comune” per salvaguardare il settore vitivinicolo. Ad essere interessati sono quindi solamente i vini generici, da tavola (con esclusione dei vini Dop e Igp), che potranno essere venduti per la distillazione ad un prezzo fissato a 2,75 euro per percentuale in volume di alcole per ettolitro, che significa circa 30 euro/ettolitro nel caso di vini tra 11 e 12 gradi. L’alcool derivante dalla distillazione dovrà essere destinato esclusivamente all’uso industriale, per fini farmaceutici e per la produzione di disinfettanti o energetici. Per richiedere l’aiuto, il produttore dovrà presentare ad AGEA OP, in via telematica, il contratto di distillazione non trasferibile entro il 7 luglio 2020, mentre il distillatore dovrà impegnarsi a trasformare il vino in alcool con gradazione di almeno 92° entro e non oltre il 15 ottobre 2020.

In ogni caso, le misure riguardanti il comparto vitivinicolo previste dal DL Rilancio sembrano preludere ad uno scenario economico futuro sempre più connesso alla tutela dei prodotti di eccellenza del “Made in Itay”.

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