PERCHE’ E’ IMPORTANTE PROTEGGERE UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA? Perchè ne va della nostra economia, della nostra salute e delle nostre tradizioni…

Il termine “indicazione geografica” (IG) fa riferimento a una denominazione, a una descrizione o a un altro significante utilizzati per identificare determinati vini, bevande spiritose, prodotti agricoli o alimentari come originari del territorio di un paese, di una regione o di una località specifici qualora una determinata qualità, la notorietà o altre caratteristiche del prodotto siano essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica.

Non dimentichiamoci poi che le Indicazioni Geografiche (IG) sono state considerate meritevoli di tutela fin dai tempi degli antichi Egizi e potranno presto assumere un ruolo fondamentale nel risanamento dell’economia europea, una volta sconfitta la pandemia di COVID-19. Se tutelate, le IG permetterebbero infatti all’intero settore industriale non solo una celere ripresa ma anche un’intensa promozione dei prodotti di eccellenza europei, in modo particolare quelli italiani. In vista di questa auspicata crescita economica, molti Stati dovrebbero oggi puntare ad accrescere la loro competitività nel settore del food and beverage, favorendo lo sviluppo rurale e migliorando i mezzi di sussistenza dei produttori.

Ma perché interessarsi alla tutela le Indicazioni Geografiche?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo identificare 3 categorie di beneficiari: i produttori, i consumatori e gli abitanti del luogo di origine.

a) Perché ne possiamo trarre un vantaggio economico per i produttori!

Per quanto riguarda l’aspetto economico, è qui utile ricordare i recenti dati divulgati dalla Commissione Europea riguardanti le vendite di prodotti agroalimentari e di bevande registrate come Indicazioni Geografiche: da questi dati possiamo intuire come il valore delle vendite dei prodotti a Indicazione Geografica (es. Parmigiano-Reggiano) è circa il doppio rispetto al valore di vendite dei prodotti alimentari privi di certificazioni (es. Parmesan). L’Italia è il secondo Paese per valore economico (dopo la Francia), con 15,8 miliardi € contribuisce per il 21% del valore complessivo.

Lo studio di cui accenniamo si fonda anche sui dati del Rapporto Ismea-Qualivita e si è basato su tutti i 3.207 nomi di prodotti protetti nei 28 Stati membri dell’UE alla fine del 2017 (alla fine di marzo 2020 il numero totale di nomi protetti è salito a 3.322). Riportiamo qui di seguito i principali risultati sono:

  1. Valore delle vendite: nel 2017 le vendite di Indicazioni Geografiche e di Specialità Tradizionali Garantite hanno rappresentato complessivamente un valore stimato di 77,15 miliardi di €, ossia il 7% del valore delle vendite totali del settore alimentare e delle bevande europeo. I vini hanno rappresentato oltre la metà del predetto valore (39,4 miliardi di €), i prodotti agricoli e alimentari il 35% (27,34 miliardi di €) e le bevande spiritose il 13% (10,35 miliardi di €). Dei 3.207 nomi di prodotti che risultavano registrati nel 2017 (sia IG che STG), il 49% era costituito da vini, il 43% da prodotti agroalimentari e l’8% da bevande spiritose.
  2. Maggiore vantaggio in termini di prezzo per i prodotti protetti: il valore delle vendite dei prodotti oggetto dello studio è stato in media doppio rispetto a quello di prodotti simili senza certificazione. Il tasso del premio di valore si attestava a 2,85 per i vini, 2,52 per le bevande spiritose e 1,5 per i prodotti agricoli e alimentari.
  3. Esportazioni delle Indicazioni Geografiche: le Indicazioni Geografiche rappresentano il 15,5% del totale delle esportazioni agroalimentari dell’UE. I vini continuano ad essere il prodotto più importante, in termini sia di valore complessivo delle vendite (51%) che di scambi extra-UE (50%). Gli USA, la Cina e Singapore sono le principali destinazioni dei prodotti a indicazione geografica dell’UE, rappresentando la metà del valore delle esportazioni di prodotti IG.

b) Perché si promuove una corretta informazione e una sana alimentazione in favore dei consumatori!

I benefici delle IG non si limitano poi ai soli produttori ma vanno a tutto vantaggio degli stessi consumatori, poiché consentono di trasmettere ai consumatori una notevole quantità di informazioni sui prodotti che stanno acquistando. Le indicazioni si dimostrano dunque come strumenti di comunicazione tra produttore e consumatore, aventi una particolare influenza sul processo decisionale di quest’ultimo. I dati dimostrano chiaramente che le indicazioni geografiche contribuiscono a proteggere i consumatori e che esse siano percepite come indicatori di origine e di qualità.

Attraverso una certificazione di origine sottoposta a stringenti criteri qualitativi, il consumatore è nella possibilità di discernere il prodotto IGP/DOP da uno generico, avvalendosi così di un prodotto di qualità strettamente legato al territorio di origine, del quale si conoscono le caratteristiche. Essendo gli ingredienti sottoposti a ferree disposizioni regolamentari i vantaggi sulla salute del consumatore sono inequivocabili. Recenti sondaggi mostrano che i consumatori sono disposti a pagare un sovrapprezzo del 10% per l’acquisto di prodotti di origine garantita. Tale disponibilità del consumatore ad acquistare prodotti protetti da indicazione geografica potrà essere pienamente soddisfatta e realizzata soltanto nel caso in cui si eliminino le informazioni fuorvianti e le imitazioni, in particolare a livello internazionale.

c) Perché le IG hanno ricadute indirette sul territorio d’origine ed impattano positivamente sulla vita degli abitanti del territorio!

Il valore delle IG non risiede solamente nell’aspetto economico, bensì include anche un importante (e spesso dimenticato) aspetto socio-culturale che vede conservata nelle IG la storia di una comunità locale, le sue tradizioni che si traducono in particolari savoir-faire o usi, la produzione di beni peculiari che costituiscono dei beni pubblici e producono vantaggi per una molteplicità di soggetti. Le IG promuovono infatti la qualità del cibo locale e i differenti metodi tradizionali di produzione, preservando la diversità culturale e favorendo il mantenimento degli usi e delle tradizioni locali.

La presenza delle IG permette inoltre di creare un turismo agronomico nelle località d’origine del prodotto, favorendo una crescita economica non solo per gli operatori del settore agroalimentare ma anche per tutti i settori ad esso legati (trasporti, ristorazione, terziario). Le IG contribuiscono infatti alla buona reputazione di una regione e all’accrescimento del turismo locale. Per quanto concerne le zone rurali, le IG offrono una parte del quadro fisico e concettuale che permette di affermare ed apprezzare il valore delle caratteristiche socioculturali e agro-ecologiche di un determinato luogo. Reputati in tutto il mondo per la loro qualità, alcuni prodotti del “terroir” concedono alle zone limitrofe di godere della loro fama, garantendo l’aumento della competitività economica della regione.

 

“…Perchè ne va della nostra economia, della nostra salute e delle nostre tradizioni…”

Come si è potuto notare, le indicazioni geografiche sono da lungo tempo parte della tradizione culturale e sociale dell’uomo e si riferiscono una serie di prodotti che hanno l’esigenza di essere salvaguardati per la loro qualità frutto della combinazione di fattori umani ed ambientali unici nel loro genere. Gli Stati si sono dunque attivati per adottare una serie di disposizioni capaci di dare attuazione alla protezione prevista, al punto da arrivare a veri e propri accordi internazionali specifici desiderosi di fornire un quadro giuridico di base per tutti i paesi contraenti. Ciononostante, questi trattati sembrano ancora essere lontani dal prevedere una vera e propria tutela universale delle IG.

Sta quindi a noi, produttori, consumatori e abitanti delle zone di origine, batterci perché le Indicazioni geografiche siano tutelate in tutto il mondo.

Ne va della nostra economia, della nostra salute e delle nostre tradizioni!

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